A cura di Giuseppe Di Toro
La cute invecchia sia per un naturale processo legato al trascorrere del tempo (invecchiamento intrinseco), sia per fattori esterni, in particolare l’eccessiva esposizione ai raggi solari (invecchiamento estrinseco). Entrambi i meccanismi determinano una serie di modificazioni strutturali che si traducono in perdita di elasticità, tono e compattezza.
Alla base di questi cambiamenti vi è soprattutto la progressiva riduzione del collagene e l’alterazione delle fibre elastiche. Il collagene diminuisce non solo per una ridotta attività dei fibroblasti, che ne compromettono la produzione, ma anche per un aumento dei processi di degradazione dovuti alle modificazioni della matrice extracellulare. Questo fenomeno è ulteriormente favorito da uno stato di infiammazione cronica di basso grado, noto come “inflammaging”, che accelera il deterioramento delle strutture dermiche.
Le conseguenze sono una riduzione del turnover cellulare, un’alterazione dell’architettura del derma e una diminuzione dell’effetto tensore della pelle, con conseguente comparsa di lassità cutanea.
Negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse verso metodiche in grado di contrastare l’invecchiamento cutaneo. Se in passato le soluzioni erano prevalentemente invasive e spesso di tipo chirurgico, oggi si prediligono trattamenti meno invasivi, caratterizzati da tempi di recupero brevi, risultati visibili, rischio contenuto e rapida ripresa delle normali attività quotidiane e sociali.
Meccanismo d’azione
La radiofrequenza impiega onde elettromagnetiche non ionizzanti in grado di generare effetti biologici sui tessuti attraverso la produzione di calore endogeno controllato. L’applicazione di un campo elettrico alternato determina infatti un aumento della temperatura nei tessuti bersaglio.
Il riscaldamento interessa prevalentemente il derma, dove si raggiungono temperature comprese tra 58 e 65 °C – range indicato dalla maggior parte degli studi clinici come efficace – mentre a livello dell’epidermide la temperatura si mantiene generalmente intorno ai 40 – 41 °C, preservandone l’integrità.
L’incremento termico induce una serie di effetti biologici:
- rimodellamento termico del collagene
- rottura dei legami intramolecolari
- modificazione della struttura fibrillare
- denaturazione e contrazione del collagene (shrinkage)
In particolare, si verifica l’alterazione della struttura a tripla elica del collagene, con accorciamento delle fibre e conseguente effetto tensore immediato, che si traduce in un aumento della consistenza e della compattezza dermica.
Parallelamente, il calore stimola l’attività dei fibroblasti, promuovendo la produzione di nuovo collagene e fibre elastiche (neocollagenogenesi), contribuendo così a un miglioramento progressivo della qualità cutanea.
La profondità di penetrazione dell’energia dipende dalla frequenza del campo elettromagnetico: frequenze più basse consentono una maggiore penetrazione nei tessuti, che può raggiungere anche i 6–8 mm.
Tipi di Radiofrequenza
In base al comportamento dell’applicatore
- Radiofrequenza resistiva: l’applicatore è posto a diretto contatto con il corpo.
- Radiofrequenza capacitiva: gli elettrodi sono isolati dal corpo tramite un materiale isolante.
In base al posizionamento degli elettrodi
RF Monopolare
L’energia viene erogata alla cute attraverso un unico elettrodo attivo (+), mentre l’elettrodo di ritorno (–) viene generalmente posizionato sotto la schiena del paziente.
Questa configurazione comporta un’elevata concentrazione di energia in prossimità dell’elettrodo attivo, con una progressiva riduzione dell’intensità all’aumentare della distanza dal punto di applicazione.
Proprio per la maggiore densità energetica superficiale, questa modalità può risultare più fastidiosa per il paziente. Per ridurre il discomfort si ricorre a diverse strategie, tra cui l’erogazione di impulsi frazionati, l’impiego di sistemi di raffreddamento cutaneo e l’utilizzo di manipoli dotati di vibrazione, che contribuiscono a migliorare la tollerabilità del trattamento.
RF Bipolare
Nel manipolo sono integrati entrambi gli elettrodi, eliminando così la necessità di un elettrodo di ritorno separato.
In questa configurazione, il flusso di corrente si concentra tra i due elettrodi, consentendo una distribuzione dell’energia più controllata e circoscritta. La profondità di penetrazione corrisponde approssimativamente alla metà della distanza che separa i due elettrodi.
Grazie a questa modalità di erogazione, il trattamento risulta generalmente meglio tollerato e meno doloroso rispetto alla radiofrequenza monopolare.
RF Frazionata a microaghi
Tecnica più recente che utilizza microaghi disposti a coppia, in grado di erogare energia direttamente nel derma reticolare.
Il riscaldamento risulta mirato e confinato a microzone selettive, mentre i tessuti circostanti rimangono sostanzialmente indenni, riducendo il rischio di danno termico diffuso.
Questa modalità consente di raggiungere profondità controllate, modulabili in base alla lunghezza degli aghi, garantendo un’azione più precisa e personalizzabile. Il danno termico frazionato stimola intensamente i processi di riparazione tissutale, favorendo neocollagenogenesi, neoelastogenesi e rimodellamento dermico.
La radiofrequenza microneedle si distingue per l’elevata efficacia nel trattamento della lassità cutanea, delle cicatrici e delle irregolarità della texture, associando un buon profilo di sicurezza a tempi di recupero generalmente contenuti.
Il riscaldamento è mirato e confinato a microzone selettive, mentre i tessuti circostanti vengono preservati e rappresentano le aree da cui prende avvio il processo di rigenerazione tissutale.
Questa modalità consente un rimodellamento dermico più profondo e controllato, favorendo l’attivazione dei meccanismi riparativi e la stimolazione della neocollagenogenesi. I tempi di recupero risultano generalmente brevi e il rischio di effetti collaterali è ridotto rispetto alle tecniche ablative, grazie alla limitazione del danno termico alle sole aree trattate.
RF Endodermica
Un’ulteriore evoluzione tecnologica è rappresentata dalla radiofrequenza endodermica.
Questa tecnica prevede l’introduzione nel tessuto sottocutaneo di aghi o cannule di calibro e lunghezza variabile, attraverso i quali viene erogata energia termica direttamente negli strati più profondi. In questo modo è possibile ottenere un riscaldamento selettivo e controllato del compartimento sottodermico,permettendo un effetto più marcato di rimodellamento del pannicolo
Grazie alla sua azione profonda, questa metodica è particolarmente indicata nei casi di lassità più evidente e può rappresentare, nei pazienti accuratamente selezionati, un’alternativa mini-invasiva alla chirurgia, con tempi di recupero generalmente più contenuti.
Indicazioni
La radiofrequenza è indicata nel trattamento della lassità cutanea lieve-moderata di:
- viso
- collo
- décolleté
- addome
- interno braccia
- interno cosce
Si osserva un miglioramento della trama cutanea, della luminosità e della consistenza dermica.
Il protocollo prevede generalmente:
- una seduta ogni 15–30 giorni, in base al grado di invecchiamento
- un ciclo di 4–6 trattamenti
- sedute di mantenimento ogni 30–45 giorni
Efficacia
Un primo effetto, generalmente lieve, può essere osservato già al termine della prima seduta. Il calore determina infatti un modesto edema dermico che distende temporaneamente la cute, producendo un miglioramento immediato e visibile, seppur transitorio.
A partire dal secondo giorno si attiva il processo di contrazione del collagene, seguito dalla stimolazione della neocollagenogenesi. Il rimodellamento dermico si sviluppa progressivamente nel tempo.
Il miglioramento clinico diventa più evidente dopo circa 20 giorni ed è graduale, con un picco di risultato che può protrarsi fino a 4–6 mesi, in relazione alla risposta biologica individuale.
La durata degli effetti dipende da diversi fattori, tra cui:
- età del paziente
- grado di lassità cutanea iniziale
- stile di vita
- corretta esecuzione del protocollo e dei trattamenti di mantenimento
Un’adeguata pianificazione terapeutica e il rispetto delle indicazioni post-trattamento contribuiscono in modo significativo alla stabilità e alla durata dei risultati nel tempo.
Effetti indesiderati
Gli effetti collaterali sono generalmente lievi e transitori, tra cui:
- iperemia
- edema
- lieve sensazione di calore o tensione cutanea
Sono descritti raramente:
- ustioni superficiali
- papule eritematose (più frequenti a livello del collo)
- rarissimi casi di depressione localizzata della guancia
L’incidenza globale degli effetti collaterali è stimata intorno al 2,7%, con una riduzione significativa quando si utilizzano protocolli meno aggressivi e multipli passaggi a energia inferiore.
Conclusioni
La radiofrequenza rappresenta un trattamento sicuro ed efficace per il ringiovanimento di viso, collo e altri distretti corporei nei pazienti con lassità cutanea lieve o moderata che desiderano migliorare il proprio aspetto senza ricorrere a metodiche invasive e senza affrontare tempi di recupero significativi.
Il successo terapeutico è strettamente correlato a un’accurata selezione del paziente, che deve basarsi su un’attenta valutazione clinica del grado di lassità e delle aspettative individuali.
Nei casi di ptosi severa, la sola radiofrequenza può non essere sufficiente a garantire un risultato soddisfacente e può rendersi necessaria l’integrazione con trattamenti più invasivi.
I quadri più avanzati dovrebbero essere orientati verso soluzioni chirurgiche che, pur comportando tempi di recupero più lunghi, consentono di ottenere risultati più marcati, strutturati e duraturi nel tempo.

Giuseppe Di Toro
Laureato in Medicina e Chirurgia, Specialista in Chirurgia Generale, Master di II livello in Medicina Estetica

