A cura di Alfonso Gianluca Gucciardo
In Italia pressoché tutti conoscono le figure del medico del lavoro e del medico dello sport perché sono effettivamente di grande importanza per la tutela della salute rispettivamente del lavoratore in generale e dello sportivo nello specifico. In riferimento a questo, i medici, i fisioterapisti e tutti i sanitari dell’équipe che aiuta chi fa sport ad essere in salute sono ben noti al grande pubblico.
Non così può dirsi circa chi si occupa della cura degli artisti. In tanti si pensa che gli artisti non abbiano bisogno di un medico loro dedicato perché si crede che magari “bastino” già le figure, per esempio, del fisiatra o del medico della voce (erroneamente chiamato “foniatra artistico”) etc. Invece, anche nel Bel Paese è presente la figura del medico degli artisti e delle arti (noto anche come “medico dell’arte”, “medico dello spettacolo”, etc.) che è medico di medicina “ufficiale” e non complementare o alternativa e che opera in un campo difficilissimo che nulla ha a che vedere con l’arteterapia o la musicoterapia. Questi, in realtà, esiste ormai da tanti anni, sebbene lavori un po’ nell’ombra, perché appunto nemmeno tra gli artisti è nota la sua presenza e il suo ruolo.
La Performing Arts Medicine, che ormai vanta una tradizione internazionale e almeno una rivista con Impact Factor, è nata ormai quasi un settantennio fa in America del Nord, dove infatti si è sviluppata molto anche per (ovvie) ragioni legate al “mercato” che gira attorno alle arti dello spettacolo e agli artisti; poi, si è diffusa in maniera significativa in Francia, in Germania e dagli anni ’90 anche in Puglia e poi in tutta Italia. In nessuna nazione, però, sussiste una Scuola di specializzazione per formare i medici, i fisioterapisti, gli psicologi, i logopedisti, gli audioprotesisti etc. che dovrebbero prendersi cura dei ballerini, dei cantanti, degli attori, degli artisti di circo e così via.
Per questa ragione, chi scrive ha dedicato praticamente tutta la sua vita lavorativa, accademica e non, insieme a pochissimi altri in Italia, a creare dei percorsi di formazione che potessero veramente forgiare degli specialisti in grado almeno di capire quali siano le esigenze dell’artista performatico per potergli offrire delle soluzioni non necessariamente immediate ma certo utili a prevenire o, al bisogno, contrastare ogni eventuale patologia (anche professionale). Non sempre, infatti, la cura può dare risultati veloci e duraturi, ancor più se la diagnosi avviene in ritardo, problema questo viepiù riscontrabile nei paesi, come l’Italia, che non erogano visite preventive per chi vive di musica, danza e arti performatiche in generale.
Urge, allora, un grande numero di sanitari di qualità che, con umanità e passione, si dedichino totalmente (e non qualche ora al mese) alla ricerca e alla pratica in tema di prevenzione, diagnosi, terapia, riabilitazione e riatletizzazione degli artisti, in particolare di quelli che possano essere andati incontro ad un problema.
Ho citato pure la riatletizzazione per far capire quanto sia importante anche la figura degli insegnanti, dei coach, dei maestri di danza, di canto, di recitazione, di arti performatiche miste etc. formati in quella che ho definito “atletologia per artisti”, neo-disciplina formarsi nella quale li rende capaci di stare al fianco dei medici e dei clinici in senso lato e sempre in modo non multidisciplinare ma interdisciplinare.
In Medicina delle Arti e del palcoscenico, maggiormente che in altre branche della medicina, il linguaggio deve essere comune tra sanitari e artisti stessi e le conoscenze devono essere integrate. Per questo, la parola chiave, ormai dal 2004, resta per me questa: “interdisciplinarità”.
Si rimanda a: Gucciardo A.G., La médecine des arts du spectacle vivant. Histoire, diffusion internationale, pensée, éthique et pratiques. La medicina delle arti e dello spettacolo vivente. Storia, diffusione internazionale, pensiero, etica e prassi, Thèse de Doctorat, Université 3, Montpellier 2022

Alfonso Gianluca Gucciardo
Alfonso Gianluca Gucciardo. Medico delle arti performatiche e degli artisti, saggista, conferenziere internazionale e ricercatore indipendente. Titolare di tesi dottorale nelle Università di Messina in Italia e di Montpellier 3 in Francia. Autore di otto saggi pubblicati da Editori indipendenti, non a pagamento e con comitato scientifico. In Italia, insegna, a Roma, presso l’Università “Cusano” e, a Palermo, presso la Performing Arts School; in Libano, a Kaslik, presso l’Université du Saint Esprit. Continua: https://rb.gy/8oj1mq

